Libri da leggere | Top 5 del 2023

Un tempo, quando riuscivo a leggere decisamente più di adesso, riuscivo a selezionare almeno dieci tra tutti i libri in cui mi immergevo durante il corso dell’anno.

Meno tempo, più stanchezza, molte cose da fare in più hanno ridotto all’osso i minuti che riesco a dedicare a quella che rimane, comunque, una delle mie passioni più grandi. Ma a conti fatti, oramai, non sono in grado di individuare più di cinque libri tra cui eleggere i migliori tra quelli letti nei dodici mesi appena trascorsi.

Ok, in realtà siamo già a marzo, con un’odiosa influenza di mezzo che mi ha costretta a rimandare ancora di più la scrittura di questo post, ma finalmente arrivo con i miei preferiti del 2023.

P.S. Per quest’anno ho deciso di volare più basso con la reading challenge su Goodreads: obiettivo 20 libri. E ho tutta l’intenzione di farcela.

  • Il nodo Windsor, S. J. Bennett

Si sa, Queen Elizabeth II è stata un’ispirazione per molti e gli scrittori non fanno eccezione. Oltre al più noto Alan Bennett con la sua “Sovrana lettrice”, anche la scrittrice Sophie Bennett ha reso la regina più longeva del Regno Unito protagonista di una serie di gialli di cui “Il nodo Windsor” è il primo volume (gli altri due sono già in lista d’attesa).

Certo, letto qualche mese dopo la scomparsa di Elisabetta II non ha fatto altro che acuire la nostalgia per la sua figura così familiare ed emblematica con cui tanti di noi sono letteralmente cresciuti e a cui si sono affezionati pur senza essere suoi sudditi.

Come recita il sottotitolo, qui “Sua Maestà la Regina indaga”: nel suo amato castello di Windsor, dopo che un giovane pianista russo viene trovato morto, nudo, appeso nella sua stanza con la cintura della vestaglia al collo.

L’ironia, la sagacia e l’acutezza della regina, che si fa aiutare nelle sue indagini dalla giovane assistente Rozie Oshodi, la porteranno sulla pista giusta? Da leggere tutto d’un fiato per scoprire il colpevole e ripensare (soprattutto oggi, con tutti i traballamenti della Firm) alla Golden Age di Sua Maestà.

Sua Maestà sorrise. Era davvero bella quando sorrideva. E comunque era piccolina. In televisione appariva più grande. Sembrava che brillasse. Non aveva idea di come fosse possibile, ma era fantastico.

  • La cucina inglese di Miss Eliza, Annabel Abbs

Annabel Abbs mette in un romanzo la storia di quello che diventerà uno dei manuali di cucina capace di influenzare notevolmente il genere: “Modern Cookery for private Families” di Eliza Acton.

Miss Eliza ha, in realtà, ben altre ambizioni: la poesia. Ma il rifiuto dell’editore del suo volume di versi e la conseguente richiesta di un libro di ricette, se dapprima viene accolta con sdegno, dopo la bancarotta, la fuga del padre e il trasferimento insieme alla madre, diventa l’unica possibilità per sopravvivere e tirare avanti. Con lei c’è anche la giovane Ann, povera ma con un enorme talento che la rende via via un supporto imprescindibile per il suo lavoro.

E così, come la poesia, anche la cucina si rivela per Eliza un mondo in cui entrare con la voglia di sperimentare giorno dopo giorno per arrivare a perfezionare il più possibile il risultato di ciò che cuoce sul fuoco, come i versi scritti sulle pagine.

E così mi chiedo se sia possibile scrivere un libro di ricette che comprenda la verità e la bellezza tipiche della poesia. Perché le arti culinarie dovrebbero essere aliene alla poesia? Cosa impedisce a un libro di ricette di essere una cosa bella? […] Proprio come una poesia, una ricetta dovrebbe risultare chiara, precisa e ordinata. Nessun particolare deve essere casuale, fiacco o impreciso.

Ecco, un libro che unisce poesia e cucina non avrebbe potuto non piacermi e, infatti, così è stato. Intenso, a tratti struggente, ma con una forte voglia di rivalsa – sia di Eliza che di Ann – che emerge da ogni pagina.

  • Lo Zanzi, il Binda e altre storie (Scritti sul ciclismo 1969-1985), Piero Chiara (a cura di Alberto Brambilla)

Che Piero Chiara fosse stato persino commentatore tv al Giro d’Italia del 1968 mi era sfuggito: l’ho scoperto solo leggendo queste pagine.

Quel Chiara che, oltre a scrivere i romanzi che sto pian piano imparando a conoscere (e che adoro acquistare in edizioni vintage, quando ho la fortuna di trovarli), sapeva scrivere di tutto, anche di sport. Anche di ciclismo.

E non si tratta di narrativa, ma di articoli di giornale di cui l’autore nato nella mia stessa città era grande produttore – me ne sono resa conto, con non poca sorpresa, anche scambiando qualche chiacchiera con la curatrice del suo interessante archivio, Tiziana Zanetti. Anche per questo Piero Chiara non smette di incuriosirmi e, soprattutto, di ispirarmi.

Un’abitudine curiosa che si nota leggendo i pezzi inseriti in questa piccola raccolta – di cui fanno parte anche i racconti di due incontri con il conterraneo Alfredo Binda e con Felice Gimondi durante la Corsa Rosa – è vedere come lo scrittore ne riutilizzi, a distanza di tempo, alcuni tratti, storie o frasi dando loro nuove conclusioni o rileggendole da prospettive diverse: scelte senza dubbio sui generis, ma che in uno come Chiara, con il suo stile e la sua abilità di narratore, non appaiono così fuori luogo.

  • Lezioni americane, Italo Calvino

Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità: sono le cinque “proposte per il nuovo millennio” in tema di letteratura – manca la sesta, la consistenza, ma Calvino non fece in tempo a scriverla.

Questi i titoli dei testi inclusi in un ciclo di conferenze che lo scrittore avrebbe dovuto tenere a Harvard, dedicate ad alcuni “valori o qualità o specificità” della letteratura viste nella prospettiva di un nuovo millennio in arrivo, benché nel 1985 il Duemila appaia ancora piuttosto lontano.

Ammetto che Calvino è uno di quegli autori con cui ho ancora un conto in sospeso dai tempi della scuola e dunque ho provato a ri-approcciarmi a lui attraverso questo libro: scelta azzeccata.

Dentro queste lezioni ci ho trovato tantissimi spunti, anche perfettamente attuali, segno di una capacità che precorre i tempi che lo scrittore ha sempre dimostrato con grande lucidità.

Quale sarà il futuro dell’immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la “civiltà dell’immagine”? Il potere di evocare immagini in assenza continuerà a svilupparsi in un’umanità sempre più inondata dal diluvio delle immagini prefabbricate?

In un mondo in cui AI e algoritmi vari rischiano sempre di più di appiattire la nostra capacità di pensare e immaginare – e di creare, scrivere, io stessa me ne rendo conto – la letteratura è davvero ciò che ci può salvare. Perché ci sono “cose che solo lei può dare”.

  • Giù nella valle, Paolo Cognetti

È il fondovalle, questa volta, a fare da scenario alla storia che Cognetti ha scelto di raccogliere tra queste pagine. Le montagne restano lassù, quaggiù c’è la Sesia che scorre e fende la vallata divisa tra luce e ombra.

Due fratelli, due alberi piantati dal padre davanti a casa, uno per ciascuno: Luigi, che da lì non se ne è mai andato; Alfredo, che trova nel lontano Canada lo spazio per dare sfogo alla sua irrequietezza.

Il ritorno non sarà liscio, anzi, sa di alcol consumato al bancone del bar, tra ipotesi più o meno assurde su un animale che uccide i cani della zona, e del rombo di una vecchia moto senza targa che segna una fuga definitiva.

A casa, però, c’è Elisabetta: capelli rossi, una pancia che cresce, un passato di città e una passione per “La mia Africa” di Karen Blixen. È lei l’ancora che sorregge Luigi, che lo riporta “a casa” ogni volta, dopo una lunga bevuta o dopo le notti solitarie che ogni tanto il marito trascorre nei boschi della valle.

Lo stile asciutto e diretto di Cognetti va sempre al punto, pur lasciando spazio di manovra al lettore per immaginare tutto ciò che esce, sfumando, dai confini della storia. Entrare tra le sue pagine mi dà sempre una sensazione a metà tra lo scomodo e il confortevole – che poi, tutto sommato, non è altro che l’andamento della vita quotidiana che si alterna tra i casini e le braccia di chi ti ama.

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